Ho sbagliato…

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Dal 2008 ad oggi mi occupo di dimagrimento, si sono rivolte a me 3.000 persone con il desiderio di perdere peso. A loro ho rilasciato un piano alimentare personalizzato studiato sulla base delle abitudini e del loro stile di vita.

Ha funzionato per chi la seguiva, per un breve o lungo periodo ma poi spesso si ripresentavo con lo stesso problema, a volte sono sincera anche con qualche chilo in più rispetto alla prima volta.

A questo punto mettermi in discussione è stato necessario, cosa non funzionava in tutto questo?

Il piano nutrizionale era corretto, dove peccavo?

Ho capito!

Non stavo lavorando in profondità.

Lavoravo sulle loro abitudini certo ma se l’abitudine è errata il mio compito è fartelo capire e darti degli strumenti per modificarla, per sostituirla. Non devo solo dirti questo è sbagliato, in fondo lo sai anche tu che è sbagliato concludere il pasto con qualcosa di dolce, dicendoti questo non faccio altro che amplificare quella voglia.

E’ fondamentale arrivare a creare una nuova identità di persona magra e in forma, che mangia normalmente perché ha fame, non per compensare stress e fatica o ansia o rabbia che conosce cosa mangiare e come mangiarlo, che si concede di uscire con gli amici, con il fidanzato o il marito e farsi un’ottima pizza piuttosto che al ristorante in grandissima serenità, godendosi la serata senza sentirsi in colpa. Una persona magra che compie regolare attività fisica perché la rende felice e la diverte.

Amo raccontarvi le storie e quindi come sempre eccola qui…

Cinque anni fa si è rivolta a me una giovane donna che con l’obiettivo di perdere quei 4/5 kg che la assillavano da una vita. Non amava fare attività fisica malgrado fosse un ex atleta agonista che aveva affrontato gare di notevole importanza e difficoltà, non trovava il tempo presa dal lavoro e dai figli. Mangiava bene ma per accontentare tutti in pochi minuti e a volte quello che rimaneva. Piano alimentare consegnato, pianificati obiettivi e piano di azione c’era una cosa importante da fare, visualizzare se stessa con 5 kg in meno cosa avrebbe fatto, come si sarebbe sentita, come avrebbe passato le sue giornate una volta raggiunto l’obiettivo. L’immagine della nuova lei era sempre presente, ogni volta che infilava le scarpe per andare a camminare, ogni volta che dedicava tempo per la preparazione del pasto della famiglia e per il suo. Tanto forte quell’immagine, tanto bella che ora che il risultato è raggiunto e le sue vecchie abitudine non le ricorda nemmeno più e ama tanto se stessa da decidere di voler insegnare agli altri a farlo.

Avrete capito che la storia è la mia storia, quindi se anche solo questo post vi ha stuzzicato al cambiamento vi invito a scrivermi, in cambio vi offro gratuitamente una telefonata di speed cooching per cercare di capire cosa posso fare per voi e in che modo.

Coraggio, ti abbraccio!

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